Si fa un gran parlare di presunti cartelli delle assicurazioni, delle telecomunicazioni, dei narcos, di questo e di quello, ma a giudicare dai prezzi, deve esistere anche il temibile cartello del yakult, se no non si spiega come mai ad aprile le tre principali catene di supermercati modenesi si siano allineate come i pianeti del sistema solare, come accade una volta ogni 300 anni, offrendo il portentoso intruglio allo stesso identico prezzo.
Chiaroveggenza? Telecinesi? Metempsicosi? Gastrofisica?
Oppure stiamo felicemente e inconsapevolmente tornando ai listini prezzi di sovietica memoria?
Non sarà il caso di informare l'Antitrust di questa disdicevole situazione che mina la concorrenza leale in questo settore, pilastro fondamentale della corretta funzionalità epigastrica?
Segnalo anche che ho scoperto esistere perfino la versione light del Yakult, che però costa di più, perché come sosteneva il sommo Michelangelo, l'è più il levare che il mettere.
Solo che lui parlava di marmo di Carrara, non di flora batterica intestinale, almeno credo.
L'unico blog che non vanta tentativi di imitazione.
Commenti, amenità e divagazioni sull'andamento dei prezzi registrati nell'osservatorio prezzi
Questo blog viene scritto senza infliggere maltrattamenti ad animali, ad eccezione di politici e amministratori delegati.
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giovedì, aprile 12, 2012
lunedì, aprile 24, 2006
Il caffè nuoce gravemente al portafoglio
Era da un po' che volevo tirare fuori il sassolino, non già dalla dispensa ma dalla scarpa.
La pietra dello scandalo o nel sandalo, se preferite, è costituita dal prezzo della tazzina di caffè, che, per qualche misterioso motivo, da queste parti raggiunge vette inviolate, la cima Coppi dell'inflazione nel giro d'Italia dell'espresso.
Mi riferisco al prezzo normale naturalmente, non ai casi eclatanti di cui rimangono vittime i malcapitati turisti e nei quali interviene direttamente la Guardia di Finanza.
Insomma, sto parlando del caffè preso a banco o di una sua variante, nella tipica situazione genialmente immortalata da Bruno Bozzetto in questo gustosissimo filmatino.
Mi sono fatto perfino una ragione del titolo di quel grande classico hollywoodiano, "Colazione da Tiffany", diamine, un caffè, un bicchiere di latte e una brioche, nel giro di 5 anni non ce li porterà più il cameriere ma un furgone portavalori della Brink's.
Ora, io non ho niente contro i baristi, però non capisco perché su un espresso ci possono essere 25 centesimi di differenza nel giro di 200 chilometri, mentre un litro di benzina varia al massimo di 4-5 centesimi.
Per non parlare degli aumenti, le monetine da 1 e 2 centisimi sono state abolite senza alcun bisogno di referendum, per semplificare i resti dicono.
Ca**o, dico io, ma Tremonti non poteva proporre la banconota da 83 centesimi?
Va bene che nessuno chiede un litro di gasolio macchiato caldo in tazza grande, però mi sembra si esageri con questa fola dei costi di gestione.
E dei miei costi di digestione, ne vogliamo parlare?
La pietra dello scandalo o nel sandalo, se preferite, è costituita dal prezzo della tazzina di caffè, che, per qualche misterioso motivo, da queste parti raggiunge vette inviolate, la cima Coppi dell'inflazione nel giro d'Italia dell'espresso.
Mi riferisco al prezzo normale naturalmente, non ai casi eclatanti di cui rimangono vittime i malcapitati turisti e nei quali interviene direttamente la Guardia di Finanza.
Insomma, sto parlando del caffè preso a banco o di una sua variante, nella tipica situazione genialmente immortalata da Bruno Bozzetto in questo gustosissimo filmatino.
Mi sono fatto perfino una ragione del titolo di quel grande classico hollywoodiano, "Colazione da Tiffany", diamine, un caffè, un bicchiere di latte e una brioche, nel giro di 5 anni non ce li porterà più il cameriere ma un furgone portavalori della Brink's.
Ora, io non ho niente contro i baristi, però non capisco perché su un espresso ci possono essere 25 centesimi di differenza nel giro di 200 chilometri, mentre un litro di benzina varia al massimo di 4-5 centesimi.
Per non parlare degli aumenti, le monetine da 1 e 2 centisimi sono state abolite senza alcun bisogno di referendum, per semplificare i resti dicono.
Ca**o, dico io, ma Tremonti non poteva proporre la banconota da 83 centesimi?
Va bene che nessuno chiede un litro di gasolio macchiato caldo in tazza grande, però mi sembra si esageri con questa fola dei costi di gestione.
E dei miei costi di digestione, ne vogliamo parlare?
venerdì, luglio 01, 2005
Per un sederino in più
Mi è caduto l'occhio sul lento ribasso del prezzo della pasta di fissan, la cremina emolliente e protettiva spalmata su milioni di sederini di bebè da decenni a questa parte.
Sembra trattarsi di una corsa allo sconticino (da un centesimo di euro alla volta) tra i due colossi della distribuzione modenese, Coop Estense e LeClerc-Conad, con Esselunga a fare da outsider.
A fronte di un prezzo di 3,56 euro a giugno/luglio dell'anno scorso, quest'anno si compra a 3,55, dopo aver toccato il picco di 3,59.
Si può ragionevolmente concludere che il prezzo del petrolio non incide sulla pasta di fissan...
Byte64
Sembra trattarsi di una corsa allo sconticino (da un centesimo di euro alla volta) tra i due colossi della distribuzione modenese, Coop Estense e LeClerc-Conad, con Esselunga a fare da outsider.
A fronte di un prezzo di 3,56 euro a giugno/luglio dell'anno scorso, quest'anno si compra a 3,55, dopo aver toccato il picco di 3,59.
Si può ragionevolmente concludere che il prezzo del petrolio non incide sulla pasta di fissan...
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