Non so perché, ma in questo periodo dell'anno fioriscono le offerte dei supermercati a colpi di buoni sconto.
Tra Esselunga, Coop e Conad, anziché un portafoglio mi occorrerebbe uno sherpa per andare a fare la spesa.
E poi ci sono i buoni sconto piccini picciò come i francobolli, quelli oblunghi, quelli A4, quelli di cartone, quelli di carta velina, quelli appiccicosi e quelli scivolosi, quelli da 20 centesimi e quelli da 20 euro, quelli cumulabili e quelli non cumulabili, quelli per i giorni pari e quelli per i dispari, quelli a percentuale e quelli con un minimo di spesa di 500 euro, quelli truffa e quelli fuffa, i buoni buoni e i buoni cattivi, quelli fino ad esaurimento scorte e quelli fino ad esaurimento nervoso.
Ad esempio, la scorsa settimana c'erano i buoni del 20% sulla carne ma non erano cumulabili con i buoni sconto su tutta la spesa, per cui un italiano medio come me che fa?
"Scusi signora, venga qui, tenga questi 20 euro e faccia finta di essere mia moglie, si metta in fila alla cassa!"
Invece ieri ho usufruito dei buoni sconto del 20% su frutta e verdura, ho risparmiato ben 2 euro e cinquanta centesimi e non ho nemmeno dovuto far finta di sposarmi con la prima che passava.
Eh, è dura la vita, quella sì non fa mai sconti...
L'unico blog che non vanta tentativi di imitazione.
Commenti, amenità e divagazioni sull'andamento dei prezzi registrati nell'osservatorio prezzi
Questo blog viene scritto senza infliggere maltrattamenti ad animali, ad eccezione di politici e amministratori delegati.
domenica, febbraio 26, 2006
domenica, gennaio 22, 2006
Credevo fosse that's amore findus, invece era...
Non so a voi, ma a me sono sempre piaciuti i sofficini Findus, fin dalla tenera età.
E questo spiega molte cose, direte voi.
Mi trovo casualmente all'Esselunga quando vedo distintamente una scatola di sofficini che ammicca dallo scaffale refrigerato.
La mozzarella filante, il pomodoro rosso come la mia faccia quella volta che la prof. di matematica mi beccò mentre le guardavo le gambe da sotto il banco!
Mi dico: sono anni che non mangi un sofficino e poi dai, quelle sere che non hai voglia di cucinare manco un uovo al tegamino ma non vuoi ricadere sulla fetta di salame, sono l'ideale, un toccasana per l'egoismo delle papille gustative ingiustamente frustrate dal logorio della vita moderna...
Così, preso da una insana voglia di sofficiume, degna di una donna in gravidanza al sesto mese e mezzo, acquisto compulsivamente una confezione al pomodoro e mozzarella, più una di scorta alle melanzane e mozzarella.
Arrivo alla cassa e dentro di me sogghigno: "Rien ne va plus!"
La sorpresa invece è grande quando, girata la confezione, noto un innocente logo, piccino, picciò, che avevo già visto altrove.
Sì, ma dove?
Inutile alambiccarsi il ciriveddro, come scrivebbe Camilleri, meglio far finta di nulla, se no poi il tarlo della curiosità rischia di rovinarmi la giornata, finché non trovo la dannata imago.
La cosa sarebbe forse finita lì, se non fosse che arriva mia moglie, fresca di LeClerc-Conad, e...taaa-daaaa!
Lo stesso logo sullo shampoo antiforfora e sul detersivo per i piatti!
Adesso, passi per la globalizzazione, passi per il consolidamento dei marchi, passi per la razionalizzazione industriale, per l'effetto serra e per il buco nell'ozono, ma chi restituirà l'innocenza perduta ai sofficini?
Lo so già, quando masticherò quel sofficino, sentirò un retrogusto di balsamo per capelli o di last al limone!
Però, a ben pensarci, due o tre gocce di limone sul sofficino, ci stanno proprio.
Buon appetito.
E questo spiega molte cose, direte voi.
Mi trovo casualmente all'Esselunga quando vedo distintamente una scatola di sofficini che ammicca dallo scaffale refrigerato.
La mozzarella filante, il pomodoro rosso come la mia faccia quella volta che la prof. di matematica mi beccò mentre le guardavo le gambe da sotto il banco!
Mi dico: sono anni che non mangi un sofficino e poi dai, quelle sere che non hai voglia di cucinare manco un uovo al tegamino ma non vuoi ricadere sulla fetta di salame, sono l'ideale, un toccasana per l'egoismo delle papille gustative ingiustamente frustrate dal logorio della vita moderna...
Così, preso da una insana voglia di sofficiume, degna di una donna in gravidanza al sesto mese e mezzo, acquisto compulsivamente una confezione al pomodoro e mozzarella, più una di scorta alle melanzane e mozzarella.
Arrivo alla cassa e dentro di me sogghigno: "Rien ne va plus!"
La sorpresa invece è grande quando, girata la confezione, noto un innocente logo, piccino, picciò, che avevo già visto altrove.
Sì, ma dove?
Inutile alambiccarsi il ciriveddro, come scrivebbe Camilleri, meglio far finta di nulla, se no poi il tarlo della curiosità rischia di rovinarmi la giornata, finché non trovo la dannata imago.
La cosa sarebbe forse finita lì, se non fosse che arriva mia moglie, fresca di LeClerc-Conad, e...taaa-daaaa!
Lo stesso logo sullo shampoo antiforfora e sul detersivo per i piatti!
Adesso, passi per la globalizzazione, passi per il consolidamento dei marchi, passi per la razionalizzazione industriale, per l'effetto serra e per il buco nell'ozono, ma chi restituirà l'innocenza perduta ai sofficini?
Lo so già, quando masticherò quel sofficino, sentirò un retrogusto di balsamo per capelli o di last al limone!
Però, a ben pensarci, due o tre gocce di limone sul sofficino, ci stanno proprio.
Buon appetito.
Iscriviti a:
Post (Atom)